Montalcino è un nobile paese. Non solo per il suo Brunello che appartiene all’alta aristocrazia dei grandi rossi, per il suo centro storico così armonioso e elegante o per la struggente bellezza dei suoi dintorni. Montalcino è nobile soprattutto per lo stile di vita dei suoi abitanti. Per quella felicità della bellezza che in nessun posto come in Toscana unisce arte, paesaggio e gusto. La buona tavola qui è filosofia del buon vivere. La cacciagione, così legata all’amore per il territorio, è la summa di una vasta gamma di prodotti di una terra che non lesina regali. Dall’olio ai legumi, dai maiali di cinta senese al pecorino, il miele, i funghi e il tartufo. Ma il trionfo della cucina locale resta comunque la cacciagione di penna e di pelo: fagiano, beccaccia, lepre, cinghiale e naturalmente il tordo. Sono carni che si sposano con i pinci, pasta locale fatta a mano. E con il Brunello che non a caso è un vino dalla struttura importante che si sposa a meraviglia con i piatti forti.
Il vino Brunello di Montalcino deve essere servito in bicchieri di cristallo dalla forma ampia, panciuta, al fine di poterne cogliere il bouquet composito ed armonioso. Dovrà essere servito ad una temperatura di circa 18°C-20°C. Per le bottiglie molto invecchiate è consigliabile la decantazione in caraffa di cristallo, al fine di meglio ossigenarlo e di proporlo nella sua totale purezza. Ma il Brunello è anche vino da meditazione. Invita alla calma e alla riflessione che qui a Montalcino sono di rigore per godere di tutta la bellezza del luogo. Passeggiate con calma tra i vicoli e le strade, qui la fretta è vista con sospetto. In paese sono molte le cantine che offrono assaggi e bottiglie da comprare. Tra una degustazione e un pezzo di pecorino stagionato non perdetevi la rocca del Trecento, il palazzo comunale e le chiese di Sant’Agostino e di Sant’Egidio. E ascoltate in silenzio gli echi etruschi che ancora si percepiscono nell’aria. Qui è facile sognare. Basta guardare dall’alto del borgo il panorama circostante. Tra quelle colline, quelle vallate, nasce il Brunello. Per andarlo a scovare basta lasciare Montalcino e proseguire per l’Abbazia di Sant’Antimo, capolavoro romanico in una cornice unica. Sulla strada vedrete le indicazioni delle cantine del Brunello.
Scegliete quella che vi ispira di più o visitate prima di partire il sito www.consorziobrunellodimontalcino.it, per prenotare la visita alle cantine. Ma con calma. La fretta rovina il vino buono.
Siti utili:
www.prolocomontalcino.it