
Questa settimana il nostro percorso gastronomico ha un valore doppio. Da una parte ci sono i sapori. Parleremo di prodotti di eccellenza, grandi tradizioni che hanno trovato interpreti sensibili e moderni e una terra drammatica ma generosa. Dall’altra parte un viaggio solidale, un piccolo contributo che possiamo dare tutti per far rinascere una provincia colpita dalla tragedia del terremoto. Oggi infatti andiamo all’Aquila. Una città e un territorio che sta cercando di ritrovare la sua naturale vocazione al turismo e alla grande gastronomia. E fiera del suo prodotto più eccellente e raffinato: lo zafferano.
A detta di tutti i gourmet si tratta della qualità migliore al mondo. E cresce in un comprensorio di borghi che hanno come centro l’Altopiano di Navelli, la vera culla dell’oro di montagna. Fin dal 1200, grazie all’intuizione di un monaco viaggiatore, lo zafferano più pregiato abita qui. E nei secoli si è imposto come protagonista della cucina locale e internazionale. Amato e valorizzato da un giovane chef di grande talento che ha ottenuto ben due stelle Michelin, senza abbandonare queste terre di struggente bellezza.
Il suo nome è Niko Romito. È stato lui a suggerire agli ascoltatori di Radio Monte Carlo un tour tra i sapori della provincia dell’Aquila. Partite con l’idea di fare una grande spesa solidale, una raccolta di prodotti locali per contribuire alla rinascita economica di un territorio così ricco di ottimi prodotti.
Si parte dal capoluogo. Assaggiate la zuppa di cardi aquilana, tipica dei mesi freddi e il simbolo di una cucina al tempo stesso povera e raffinata. Più concreti invece i corposi spaghetti alla chitarra, pasta all’uovo fatta a mano con uno strumento di fili di rame tesi, dal quale esce questa pasta condita con il ragù ricco delle feste. Se non ve la sentite di sottoporvi alla panarda aquilana, sontuoso banchetto con più di venti portate e della durata di diverse ore, non perdete però l’occasione di assaggiare almeno queste due meraviglie e di acquistare lo storico torrone dei fratelli Nurzia in Piazza Duomo.
Dall’Aquila ci si dirige verso la vicina Paganica, ormai tristemente celebre dopo il terremoto. Qui dovete per forza procurarvi i fagioli bianchi locali, eccellenti, e i famosi salumi di Mauro De Paolis, che guida la rinascita della produzione locale post sisma. Da qui si raggiunge Santo Stefano di Sessanio, uno dei più bei borghi d’Italia. Dopo aver comprato le locali lenticchie dirigetevi verso Castel del Monte. Il panorama è sempre più bello e le montagne più splendenti.
Siamo nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso. E anche qui il terremoto non ha impedito al coraggio dei produttori locali di creare meraviglie. Come il formaggio Canestrato di Giulio Petronio, da mettere in valigia.
Si arriva finalmente sull’altopiano di Navelli, patria dello zafferano. Qui bellezza e gusto si incontrano. Per riportare un ricordo di polvere d’oro consultate l’elenco dei produttori sul sito zafferanodop.it. Si prosegue alla volta di Sulmona, antica, nobile città patria dei confetti. Qui l’indirizzo giusto è quello della pasticceria Rapone. Antica di secoli, produce ancora i confetti nello storico laboratorio. Per finire il nostro tour non possiamo che sederci a tavola nel ristorante Reale di Rivisondoli e fare due chiacchiere con il suo chef Niko Romito.
Niko Romito è molto giovane. Poco più che trentenne. Ma ha già fatto molto strada. Senza allontanarsi troppo da un paesino arroccato sugli Appennini abruzzesi, Rivisondoli, in provincia dell’Aquila dove si trova il suo ristorante, il Reale. Con l’aiuto prezioso di sua sorella Cristina, questo chef sorprendente, ha imparato quasi da solo l’arte della cucina e in pochi anni ha conquistato ben due stelle Michelin e la targa dei Jre – i Jeunes Restaurateurs d’Europe. Senza allontanarsi dalla trattoria ereditata dal padre, prematuramente scomparso, e senza adottare facili mode e tecniche pirotecniche ma riscoprendo quel tesoro di gusti che è la sua terra. Il suo segreto è il rispetto. Per chi mangia nel suo ristorante, per i prodotti sani e veri e per il lavoro serio dietro ai fornelli, che gli fatto guadagnare l’ammirazione dei critici più esigenti. Ora la sua storia e le sue ricette sono raccontate in un libro edito da Giunti e curato da Clara e Gigi Padovani:“Niko, semplicità reale”.
di Gianluca Biscalchin
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