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Archivio | Ricette

08 April 2010 ~ 1 Commento

Farina mon amour

Si fa presto a dire “cereali”. Li mangiamo tutti i giorni ma sappiamo esattamente cosa sono? E quanti sono? Conosciamo il grano duro della pasta, il riso del risotto, il mais della polenta e poco più. Il loro mondo è antico e ricco quante sono le civiltà, i popoli, le campagne di tutto il pianeta. Sono da sempre i nostri più fedeli alleati.

Hanno permesso all’uomo di crescere, prosperare, diventare civile. Prima della loro scoperta eravamo un branco di cacciatori affamati di carne, sempre in fuga, non proprio con la clava in mano, ma poco ci manca. Un giorno di 11mila anni fa, nella valle del Giordano, tra Siria e Palestina, un cacciatore, o la sua signora, si accorsero dell’esistenza di queste spighe selvatiche. Li assaggiarono e li sputarono. Poi, chissà come, li fecero cuocere in un po’ d’acqua e inventarono la zuppa. I semi avanzati li buttarono via. Si accorsero però che in quel luogo rinascevano le stesse spighe. Forse di kamut, il cerale più antico ancora in circolazione. È così che nacque l’agricoltura, la lavorazione dei cibi, la voglia di casa, gli strumenti per lavorare la terra, le strade per trasportare i cereali, il commercio… insomma la civiltà.

E per la prima volta l’alleanza tra uomo e natura produsse un prodotto nuovo, unico. L’essere umano diventò così il primo animale a cucinare. I nostri antenati impararono a fare la farina, con due pietre e olio di gomito. Una tecnica semplice da applicare a grano, miglio, orzo, farro, segale, avena. E naturalmente al riso che però merita una storia a parte. Poi scoprirono le farine che non nascono da cereali: come quelle di ceci e di castagne. Un universo ricco di possibilità e incroci che ha prodotto una quantità infinita di soluzioni. Dal pane degli egiziani, alla pasta fresca degli etruschi, dalle zuppe di farro dei romani su su fino alla pizza napoletana e alla farinata ligure.

Intanto se ci viene la fantasia di fare il pane o la pizza in casa quale farina dobbiamo scegliere? Sicuramente la più diffusa è quella di frumento, di grano. Si divide in due famiglie: grano duro e grano tenero. Quello duro si usa per la pasta secca, quello tenero per pasta fresca, dolci, pane e così via. Dal grano tenero si ricavano diversi tipi di farine. La più conosciuta è la 00, ottima per dolci o pasta fresca, come la 0. La farina di tipo 1 e 2 è invece più adatta per pane e pizza. La farina integrale, la migliore dal punto di vista nutritivo, è adatta per pizze rustiche e torte salate. Da un semplice chicco di grano, germogliano mondi infiniti.

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08 April 2010 ~ 0 Commenti

Zuppa Inglese ai frutti di bosco

Per 4 persone
16 savoiardi, 80 g. di tuorli
200 g. di frutti di bosco
350 g. di latte, 80 g. di zucchero
150 g. di panna fresca
½ baccello di vaniglia
100 g. di cioccolato bianco
30 g. di farina bianca 00
10 g. di fecola di patate
½ arancia non trattata

Per lo sciroppo:
menta, anice stellato
½ arancia non trattata
60 g. di zucchero
20 g. di liquore al mandarino

Lavorate i tuorli con lo zucchero, quindi aggiungete la farina e la fecola. Scaldate il latte con la panna e la vaniglia fino a 80°C, uniteli al composto e cuocete, facendo addensare. Versate il cioccolato, fatelo sciogliere e unite anche una scorza grattugiata d’arancia.
Preparate lo sciroppo facendo bollire lo zucchero con 200ml d’acqua fino a 120°C, quindi intiepidire. Unite il resto degli ingredienti e fate raffreddare.
Imbevete i savoiardi nello sciroppo e foderate una terrina; unite la crema, coprite con i frutti di bosco e ripetete l’operazione, terminando con la crema.

Le ricette sono tratte dalla collana i Grandi Libri degli Ingredienti – volume cioccolato – realizzata da FOOD EDITORE

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16 March 2010 ~ 0 Commenti

PAVLOVA ALLA FRUTTA DI BOSCO

Ecco una ricette in apparenza difficile, ma con un po’ d’attenzione, può risultare un dolce di grande effetto. Intanto preparate la meringa. Per quattro persone montate a neve ben ferma l’albume di quattro uova. Aggiungete poco a poco 200 grammi di zucchero a velo, due cucchiai di maizena e, goccia dopo goccia, un cucchiaino di aceto di vino. Intanto prendete della carta da forno e disegnate quattro cerchi. Riempiteli di impasto con una sac à poche. Mettente in forno a 150 gradi per un ora, un ora e un quarto, fino a quando avrà un color nocciola chiaro. Intanto montate la panna e la frutta di bosco che metterete tra un disco e l’altro fino a creare una torre dolce. Finite l’ultimo strato ancora con la panna e decorate con la frutta e con qualche foglia di menta. Ultimo ingrediente: la fantasia.

VINO IN ABBINAMENTO
by viniamo.it
Cascina Fonda
MOSCATO SPUMANTE TARDIVO
Tipologia: da dessert
Regione/zona: Piemonte
Denominazione: V.S.Q.P.R.D.
Vitigno: Moscato Bianco di Canelli 100%
Gradazione: 6,5% vol.
Vivace, esplosivo: un incredibile vino ottenuto dalla spumantizzazione di uve moscato dalla vigna vecchia. Risveglia il palato con la sua spuma gradevole ed evidente.

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16 March 2010 ~ 0 Commenti

FONDUTA VALDOSTANA

Come per tutte le ricette regionali, ogni famiglia della Val d’Aosta ha la sua per la fonduta perfetta. Ma se volete provare da soli, iniziate con l’acquistare una buona fontina dop. Per sei persone servono 400 gr di formaggio, cinque uova, 30 gr di burro, 600 ml di latte. Tagliate la fontina a fettine sottili, copritela con il latte e lasciatela riposare almeno per sei ore. Al momento di cuocerla, a bagnomaria, aggiungete il burro. Quando la fontina sarà sciolta fate scivolare i tuorli uno a uno girando continuamente l’impasto. Salate e pepate. Una volta pronta, servite la vostra fontina fai-da-te con fette di pane abbrustolite.

VINO IN ABBINAMENTO
by viniamo.it
LA CROTTA DE VEGNERON
Chambave Superieur “Quatre Vignobles”
Tipologia: rosso
Regione/zona: Valle d’Aosta
Denominazione: Chambave Superieur Vallée d’Aoste D.O.C.
Vitigno: Petit rouge 70%, Garnay, Pinot Noir, Fumin
Gradazione: 13% vol.
Miglior giudizio Gambero Rosso: 2 bicchieri
Ecco a voi il rosso valdostano che meglio incrocia tipicità e qualità. Qui dentro ci sono le uve della Valle, gestite in modo impeccabile e favorite da un clima che regala al Petit Rouge (qui al 70%) una freschezza regale.

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16 March 2010 ~ 1 Commento

SPAGHETTI ALLE CIME DI RAPA

Anche se le cime di rapa si usano nella cucina pugliese in abbinata con le orecchiette, non sono da disprezzare con gli spaghetti. Basta che la pasta sia veramente buona (può essere utile un investimento e comprare quella di Gragnano) e la verdura fresca. Per quattro persone prendete 600 grammi di cime, mettetele senza acqua in una pentola e fatele appassire. Una volta cotte aggiungete due spicchi d’aglio schiacciati e in camicia (con la buccia), un filo d’olio extravergine e fate cuocere per un paio di minuti. Quindi aggiungete una scatola di pelati. Fate andare il tutto ancora per un quarto d’ora. Intanto cuocete la pasta. Quando sarà bene al dente aggiungetela al sugo, mantecatela e servite con abbondante pecorino romano.

VINO IN ABBINAMENTO

by viniamo.it

EFESO
Librandi
Tipologia: bianco
Regione/zona: Calabria
Denominazione: Val di Neto I.G.T.
Vitigno: Mantonico 100%
Gradazione: 13,5% vol.

Miglior giudizio Gambero Rosso: 2 BICCHIERI
Prendi un vitigno autoctono della Calabria, il mantonico, e fallo fermentare in acciaio e legno sotto l’occhio attento dei Librandi. Et voilà: ecco Efeso, il nuovo volto del bianco del sud.

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17 January 2010 ~ 0 Commenti

Bavarese alle arance

Ecco un piatto che con un po’ d’attenzione può farvi fare una gran bella figura. Fate  ammorbidire 30 grammi di gelatina in fogli in acqua fredda. Intanto fate bollire 300 ml di latte con la scorza di un’arancia, possibilmente biologica o lavata molto bene. Eliminate la scorza e togliete il latte dal fuoco. Intanto avrete lavorato 5 tuorli d’uovo con 200 grammi di zucchero. Quando il composto sarà bianco e spumoso aggiungete poco a poco il latte caldo. Dopo aver mischiato il tutto trasferite il composto in un tegame e mettetelo sul fuoco. A questo punto strizzate la gelatina, che si sarà ammorbidita, e mescolate. Quando questa si sarà ben amalgamata togliete il tegame dal fuoco e fate raffreddare. Aggiungete poi il succo di 2 arance. Dopo aver mescolato bene montate 200 ml di panna e incorporatela con delicatezza, muovendo la spatola dal basso verso l’alto in senso rotatorio. versate il tutto in uno stampo e mettete in frigo per qualche ora.

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01 December 2009 ~ 0 Commenti

Sfoglie croccanti in pappa al pomodoro e timo

Ingredienti:
40 gr di Sfoglie croccanti al forno
100 gr passata di pomodoro
Sale q.b.
Pepe nero q.b.
Timo 2 gr

Preparazione: Mettete la passata di pomodoro, le sfoglie croccanti, pochissimo sale e il pepe nel mixer.
Frullate il tutto e guarnite con il timo.

Spalmate e fate dei ciuffetti sopra le vostre sfoglie croccanti. Servite con un filo d’olio di oliva extravergine.

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01 December 2009 ~ 0 Commenti

Sfoglie croccanti con bresaola, gorgonzola e crema di lenticchie

Ingredienti:
Sfoglie croccanti al forno
Bresaola 10 fette
Lenticchie ( precotte ) 200 gr
Gorgonzola dolce 100 gr
Pepe nero q.b.

Preparazione: Frullare le lenticchie e il gorgonzola, aggiungendo un poco di pepe.
Spalmate un poco di salsa sulla fetta di bresaola, arrotolatela e tagliatela in due, in modo da formare dei cilindri.
Spalmate un poco di salsa sulle vostre sfoglie croccanti (servirà da fermo per la bresaola) e appoggiatevi una metà del cilindro di bresaola.
Fate lo stesso per le altre.

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01 December 2009 ~ 0 Commenti

Sfoglie croccanti alle olive con capperi e pomodorini secchi

Ingredienti:
Sfoglie croccanti alle olive
Capperi dissalati 20 gr
Pomodorini secchi 30 gr
Ricotta 200 gr
Pepe nero q.b.

Preparazione: Mettete gli ingredienti nel mixer e macinate a colpi per rendere l’impasto a “pezzettini”
grossolani.
Fate dei ciuffetti con il cucchiaio e servite con un filo d’olio a crudo.
Se volete dare un tocco di originalità potete formare delle palline o delle quenelles.

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25 November 2009 ~ 0 Commenti

Sfoglie croccanti alle olive con robiola e rucola

Ingredienti:
Sfoglie croccanti al forno con olive
Robiola 125 gr
Rucola 10 gr
Semi di papavero qb

Preparazione: Tritate la rucola. In una ciotola mescolate energicamente la robiola con la rucola.
Quando la crema sarà pronta spalmatela sulle sfoglie croccanti.
Formate dei “ panini” a due sfoglie.
Con un coltello spalmate ogni lato e poi appoggiateli sui semi di papavero.
Se guarnite solo due lati avrete ancor più un effetto cromatico.

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