RMC D.O.C.

Lo scalogno di Romagna IGP

Se siete al mare, sulla costa romagnola, tra Rimini e i Lidi di Ravenna, non perdetevi una gita nell’entroterra. La Romagna è una regione di sorprese. E per i golosi una miniera di gusti e sapori. Tra le tante possibilità, RMC DOC vi consiglia oggi un itinerario inedito alla scoperta di un ingrediente umile, ma sorprendente: lo scalogno di Romagna IGP. Si tratta di un’eccellenza delle terre intorno Faenza, la patria delle ceramiche.

È un bulbo che si usa in cucina, con un sapore a metà tra la cipolla e l’aglio. Ma più delicato. Lo scalogno è una liliacea, cugino di primo grado di asparagi, porri, erba cipollina e appunto aglio e cipolla. E di secondo grado con gigli tulipani e mughetti. Ha una nota piccante che esalta i piatti di questo spicchio di Romagna. Si usa da sempre nella cucina locale, ed è la base dei sontuosi ragù della tradizione. Ma in questo periodo si possono mangiare anche le foglie, verdi e tenere, ottime nell’insalata. Si usa come contorno, nelle frittate, nelle salse.

È una presenza discreta, ma fondamentale. Non si mette sotto i riflettori, ma conferisce ai piatti una struttura unica, che li rende brillanti, vivi, pungenti. Per poterlo gustare in tutte le sue mille trasformazioni, anche da solo nella versione sottaceto o sottolio, bisogna raggiungere la sua patria, Riolo Terme. Il bel borgo medioevale stretto intorno alla sua torre trecentesca, celebra lo scalogno in una festa che va dal 15 al 18 luglio. Riolo è un ottimo punto di partenza per scoprire le meraviglie gastronomiche e artistiche delle Terre di Faenza.

di Gianluca Biscalchin

12 July 2010 ~ 0 Comments

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