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Laguna Web Blog

Il riflusso delle emozioni


 

01.09.08

Permalink 11:18:51, Categorie: Eventi, Tecnologia, 320 parole  

10.09.2008: la fine del mondo?

La notizia era già nota da tempo negli ambienti scientifici più o meno ufficiali, ma ora che la data fatidica si avvicina, i rumors raggiungono anche i mass media.

Ad esempio, un articolo de La Repubblica online titola:
"Fermate il test sul Big Bang o la Terra sparirà".
L'esperimento fra 10 giorni. Guerra tra scienziati: "Un buco nero ci inghiottirà". Il Cern di Ginevra: nessun rischio. Ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani.

Ecco in sintesi cosa dovrebbe avvenire.

Accelleratore di Ginevra Il 10 settembre 2008 un team di scienziati attiverà nel laboratorio sotterraneo del Cern, Centro Ricerche Nucleari di Ginevra, un potentissimo accelleratore di particelle (il Large Hadron Collider, finanziato per 6 miliardi di euro da 20 paesi europei più gli Stati Uniti) che dovrebbe ricreare le condizioni esistenti una frazione di secondo dopo il Big Bang, momento della creazione del nostro Universo. L'esperimento comporta lo scontro di particelle atomiche ad alta velocità, generando temperature di più di un trilione di gradi centigradi.

Ma la sicurezza dell'impianto non è unanime: per un gruppo di preoccupati ricercatori l'esperimento potrebbe comportare nientemeno che la scomparsa della Terra. L'ipotesi è che l'accelleratore crei un mini-buco nero il cui comportamento sarebbe assolutamente imprevedibile: esisterebbe pertanto anche il rischio che lo stesso buco nero inizi ad espandersi in modo incontrollato, inghiottendo il nostro pianeta.

Così gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.

A difesa, gli scienziati di Ginevra ribattono che non c'è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse possibilità che l'acceleratore formi un buco nero capace di minacciare la Terra. La natura infatti produce continuamente collisioni di energia più alte di quelle create artificialmente dall'acceleratore. Esperimenti di questo tipo, inoltre, vengono condotti da 30 anni, senza conseguenze.

Noi comuni mortali possiamo solo attendere aggiornamenti, legali o scientifici, e augurarci che troppa curiosità non ci porti a superare limiti invalicabili...

Buco nero


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di alaine

31.07.08

Permalink 19:50:54, Categorie: Il mondo fuori, 0 parole  

Chiuso per ferie

Ferie!


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di alaine

16.07.08

Permalink 19:49:39, Categorie: Il mondo fuori, Emozioni in fotografia, 3 parole  

Fame?

Fame
Porto Venere, marzo 2008


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di alaine

10.07.08

Permalink 19:04:00, Categorie: Opere, Tecnologia, 59 parole  

AVORIO IN POP-ART

Il web 2.0 (e il blog di Jeko, dal quale pesco sempre tante notizie simpatiche) ci regala questa nuova chicca: copiate al sito Wordle un testo qualsiasi o inserite il link al vostro blog e cliccate submit.
Wordle farà del vostro testo un bellissimo poster pop art!

Ecco allora qui a lato il mio racconto AVORIO in versione pop art


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di alaine

04.07.08

Permalink 20:44:11, Categorie: Recensioni, Recensioni libri, 270 parole  

RECENSIONE: Zorro - Un eremita sul marciapiede

Copertina Zorro è un librettino di 60 pagine scritto largo, comodo, veloce, iniziato dopo il decollo da Torino Caselle e finito prima di atterrare all'aereoporto Falcone-Borsellino di Palermo. E' una storia mordi e fuggi, ma il cui morso impiega molti giorni a farsi digerire.
Il monologo teatrale che Margaret Mazzantini ha scritto per il marito Sergio Castellitto (nella foto in basso), altro non è che la storia di un barbone: Zorro, un invisibile contemporaneo, che giorno dopo giorno dalla sua privilegiata posizione rasoterra, adombrata, rincantucciata, osserva il mondo dei normali (i Cormorani, li chiama lui) e in esso si riflette. Il suo presente e il suo passato, i suoi mutevoli stati d'animo e le sue voglie e i suoi granitici ricordi.
Libero nelle azioni ma prigioniero nello spirito, Zorro ripercorre la strada di una vita che l'ha inesorabilmente sospinto a fare della strada la sua vita.
Non ci sono giudizi morali, condanne o assoluzioni: solo i ricordi, che non lo lasciano mai, impietosi. La sua famiglia, il lavoro e il suo grande amore, il lieve intorpidimento di una vita normale che rifulge di meraviglia solo una volta perduta; Anna e la rassegnazione nel volgere le spalle al presente e fuggire, senza pensare, in un parossismo tragico e cinico e commovente insieme.
Si illude di essere libero ora Zorro, di essere felice, ma alla fine del libro, nel lento digerire il gustoso boccone letterario di 2 ore scarse, non sembra meno prigioniero dei Cormorani che gli si affrettano intorno: loro incatenati ai costumi sociali e al consumismo, lui allo spettro di un passato che lo adombrerà forse per sempre.

Altre recensioni le trovate a questo indirizzo.

Zorro


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di alaine

26.06.08

Permalink 08:54:06, Categorie: Il mondo dentro, Riflessioni, 78 parole  

Se non riesci ad aprire la porta, rompila

La Porta Trovo nel blog di Tomas (://tomas13_blog_kataweb_it) questa bella animazione, la cui frase iniziale tradotta recita "Se non riesci ad aprire la porta, rompila".
A volte seguiamo ciecamente i nostri paradigmi, scritti nella nostra mente come lo slogan su un muro.
A volte forse è più utile, anche se meno facile, cambiare i nostri paradigmi prima di tentare le soluzioni più radicali: se non riesci ad aprire la porta in un senso, prima di sfondarla prova nell'altro...


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di alaine

14.06.08

Permalink 09:33:09, Categorie: Dentro e fuori i miei occhi, Il mondo dentro, Il mondo fuori, 48 parole  

Seconda stella a destra...

In alto, molto in alto, in volo sopra ogni cosa.
Improvvisa, nella foschia appare una macchia bianca, sola nel cielo sgombro, così piccola laggiù vicino al mare.
Uno scatto rubato con un cellulare dallo zoom incerto, poi a casa un fotoritocco ed eccola comparire... l'isola che non c'è!
Nuvola Isola che non c'è


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di alaine

17.05.08

Permalink 18:30:41, Categorie: Narrativa, Emozioni e sentimenti, Opere, 139 parole  

La fine di un ciclo... "fantastico"!

I doni della Morte Il 6 gennaio 2008 mi venne regalato questo libro: è la fine di un viaggio fantastico durato 7 romanzi.
Non posso dire che il regalo fosse inatteso, ma nonostante la frenesia di averlo non iniziai subito a leggerlo: volli riprendere il filo della trama a partire dal n.5 e leggere quindi gli ultimi 3 romanzi insieme, senza soluzione di continuità, in un crescendo che mi ha avvinghiato fino a questo piovoso pomeriggio.
Non farò la recensione a questo libro, né all'intero ciclo.
Voglio solo citare le 2 dediche che, poste all'inizio del libro, vanno ora a chiudere questo lungo viaggio narrativo:

La dedica di questo libro
è divisa in sette modi:
a Neil, a Jessica, a Kenzie,
a Di, ad Anne, e a te,
se sei rimasto con Harry
fin proprio alla fine.

J.K.Rowling

Da oggi in poi
sarà tuo per sempre!
Auguri,

Angie

Harry Potter


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di alaine

09.05.08

Permalink 10:00:08, Categorie: Tecnologia, 142 parole  

1 Header 4 Jeko

Il giochino è semplice: scarica la sorgente Photoshop e personalizza con un tuo messaggio e disegno (o foto, o grafica). Poi salva in JPG e manda tutto a Jeko, che (se piace... ma tendenzialmente grossa selezione all'ingresso non se ne fa) lo carica nel suo blog e lo utilizza come Header per i suoi post.

Un'iniziativa simpatica, che in poco tempo ha già coinvolto diversi blogger e prodotto oltre 30 header.
La fantasia è molta e l'ispirazione la più varia: da Spiderman a Harry Potter, dai Simpson a Lamù, passando per autoritratti e citazioni letterarie o musicali.

Come scrive Jeko: "Iscrizioni gratuite, in palio... un bel niente!"
Però è divertente.

Qui il post dell'iniziativa: http://www.j3k0.net/blog/2008/03/31/grande-concorso-un-header-per-jeko/
Qui l'elenco degli headers finora pubblicati, con il link per scaricare il file sorgente e l'email di Jeko: http://www.j3k0.net/blog/headerz/

Header


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di alaine

12.04.08

Permalink 15:28:00, Categorie: Narrativa, Opere, Recensioni, Recensioni libri, 536 parole  

RECENSIONE: La fabbrica dei veleni

la fabbrica dei veleni Né narrativa, né saggistica, questo libro rappresenta più un memoriale solo a tratti romanzato sulla la triste vicenda degli operai morti sul lavoro, per lavoro, di lavoro, negli stabilimenti Enichem e Montedison di Marghera a Venezia. Un memoriale scritto da chi ha vissuto tutta la vicenda postuma, ricostruendo pezzo per pezzo nella posizione di pubblico accusatore il puzzle di decenni di terribili segreti, documentazioni riservate, dolose omissioni e violente lotte di classe.
La vicenda riassume 40 anni di ricerche (e seguenti scandali, denunce, insabbiamenti) di quei pochi coraggiosi e lungimiranti medici del lavoro che, con approccio quasi pionieristico, per primi studiarono e denunciarono i pericoli per la salute degli operai dei reparti di lavorazione del PVC-CVM. Una lotta titanica che andava contro gli interessi del cartello mondiale delle multinazionali della chimica, interessato solo e null'altro che al profitto.
Felice Casson non è uno scrittore ma è un magistrato, non tesse una trama intricata in un crescendo di suspance come avrebbe fatto un abile giallista, ma si attiene ai fatti per come li ha vissuti: dai viaggi in America, Cina e Inghilterra per cercare di capire una materia per lui nuova, passando per la cronaca dei violenti anni settanta e dei referti ospedalieri, fino ai resoconti delle documentazioni aziendali che testimoniavano la verità: le aziende sapevano ed hanno omesso ai danni degli operai, morti nell'illusione che l'azienda li stesse tutelando al massimo delle sue possibilità. Nessun lieto fine per loro.
La vicenda fece scandalo sia per la quantità di vittime e per la gravità della malattia, sia per le sentenze nei vari gradi di giudizio. Ma quel che più invece ha colpito me come lettore, da veneziano, sono gli ultimi capitoli, i passaggi della storia più recenti.
Fintanto che si parla del trentennio 1950-70, tutto mi appare ovattato dal tempo: quelle cose non mi riguardano, mi dico, sono passate e alla fine tutto si è risolto. Ma poi arrivano gli anni '80 e '90 ed io mi rivedo al Lido a giocare a calcio con gli amici sulla spiaggia, quando con gli occhi al cielo sentimmo quel forte odore (di gas?) e alzando le spalle ci dicemmo "Verrà da Marghera". Era così, ma non era semplice gas: erano le fuge di CVM cancerogeno di cui in questo libro si parla. E mi rivedo ancora, leggendo, a cena in ristorante a consumare spaghetti con le vongole raccolte forse da pescatori criminali all'imbocco dei canali di scarico delle fabbriche, lì dove l'acqua è più calda e quindi facilita la crescita dei molluschi: vongole tossiche rivendute a prezzi altamente concorrenziali ai ristoranti senza controllo alcuno. In tutto questo flashback, anche negli anni della mia giovinezza gli operai continuavano a morire, perché le loro denunce erano rimaste inascoltate per oltre 4 decenni, continuando a lavorare fra nuvole di CVM senza le adeguate protezioni.
E' solo riportando la vicenda nella nostra personale quotidianità che il libro assume una luce diversa. Possiamo associare ad esso per esempio le recentissime vicende degli operai della TysshenKrupp. O, viceversa, possiamo guardare con ottimismo alla nascita dell'Hydrogen Park, la prima centrale elettrica a idrogeno di taglia industriale del mondo che si svilupperà proprio a Porto Marghera su progetto dell'Enel... augurandoci che non si riveli soltanto l'ennesima illusione di Marghera.

Altre recensioni le trovate a questo indirizzo.

marghera


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di alaine

28.03.08

Permalink 19:34:19, Categorie: Il mondo fuori, Riflessioni, 289 parole  

L'ALTRO MODELLO

di Michele Buono e Piero Riccardi
in onda domenica 16 Marzo ore 21.30

[ nota: è solo la presentazione di un programma ormai già trasmesso, ma resta pur sempre un breve testo ricco di spunti di riflessione ]

Petrolio, gas, uranio sono concentrati in poche zone del pianeta mentre i consumatori sono dappertutto. Sole e vento invece sono ovunque e sempre vicini a chi consuma energia.
Intanto i consumi di energia fossile crescono anno dopo anno e insieme gas serra e polveri sottili. I trasporti e i consumi energetici delle abitazioni rappresentano i due terzi del problema.
Quali sono allora le conseguenze di una crescita incontrollata su un pianeta dalle risorse non infinite?
Ha senso allora un modello di sviluppo basato sulla crescita illimitata, in cui anche traffico, rifiuti e malattie fanno crescere il pil?
E’ possibile ri-orientare l’economia e pensare a un nuovo modello di sviluppo che impieghi meno risorse e produca più benessere?
E’ possibile far camminare diversamente le merci e le persone, facendo consumare meno energia alle case e facendo viaggiare in maniera differente anche gli elettroni in una rete elettrica pensata come internet: niente grandi centrali in cima alle piramidi e giù in basso tutti i consumatori?
Se si rovescia la piramide i consumatori potrebbero diventare anche produttori e l’energia si consuma e si scambia. Come con l’informazione in internet.
Risultato?
Le fonti di energia rinnovabile diventano protagoniste e marginali le fossili.
La chiamano democrazia energetica i Ribelli dell’energia di Schonau un paese nella Foresta nera in Germania ovvero gente comune che dopo Chernobyl per dire no al nucleare si comprò la rete elettrica locale e cominciò a produrre energia sganciandosi dalle centrali atomiche. Un viaggio tra chi sta provando a fare il mondo alla rovescia.
Flussi energetici


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di alaine

23.03.08

Permalink 10:58:46, Categorie: Eventi, 0 parole  

Questo non è un augurio

Questo non è un uovo Auguri
Isola di Pasqua


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di alaine

19.03.08

Permalink 19:50:23, Categorie: Autori, Eventi, 78 parole  

Addio grande Maestro

Clarke " Dietro ogni uomo oggi vivente stanno trenta spettri, poiché questo è il rapporto con il quale i morti superano il numero dei vivi.
Dagli albori del tempo, grosso modo cento miliardi di esseri umani hanno camminato sul pianeta Terra.
Orbene, è questo un numero interessante, in quanto, per una coincidenza bizzarra, esistono approssimativamente cento miliardi di stelle nel nostro universo locale, la Via Lattea.
Così, per ogni uomo che abbia vissuto, in questo universo splende una stella.
"

Arthur C. Clarke
16/12/1917 – 19/03/2008

2001 Odissea nello Spazio


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di alaine

16.03.08

Permalink 20:43:53, Categorie: Il mondo fuori, 123 parole  

Cellulare Follia

Vorrei ringraziare la simpatica persona che da 2 settimane ormai sta pubblicando in diverse chat line il mio numero di cellulare, spacciandosi per una ragazza disponibile a non so quale tipo di incontri.
Non so chi tu sia e non so perché lo fai, ma se nel tuo tempo libero non hai altro da fare che perdere tempo in chat per stringere finte relazioni, peggio per te: a me non disturba.
Anzi, ora inizio pure a divertirmi con i poveri cristiani che per colpa tua spendendo soldi nella speranza di parlare di volta in volta con Angela, Flavia o Paola, ma si ritrovano invece a parlare con me!
Se qualche altro sfigato avesse voglia di buttare via i suoi soldi, ecco qui, faccia pure: 347.12.88.377
chat


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di alaine

25.02.08

Permalink 20:28:24, Categorie: Recensioni film, 216 parole  

RECENSIONE: Sweeney Todd

Sweeney Todd C'è tutto Tim Burton in questo musical ed un team veramente in forma che ha contribuito in modo determinante a valorizzare le atmosfere macabre di una già lugubre Londra ottocentesca.
Non ultimi gli scenografi da oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo: 2 italiani, per altro già noti e apprezzatissimi.
Sweeney Todd coinvolge fin dalle prime inquadrature panoramiche dal Tamigi al Tower Bridge, ma quando la scena si sposta sullo sguardo intenso di Johnny Depp il pubblico è già totalmente catturato, in attesa di qualcosa di realmente cattivo pronto a scaturire con violenza.
Servirà però il contraltare di Helena Bonham Carter, leggiadra strega priva di ogni coscienza, per dar maggior valore al tributo di sangue che l'amore antico del protagonista pretende: ma è un amore ormai scaduto, ammuffito come un alimento lasciato al sole, mutato in odio e sete di vendetta.
Il film, covincente nella prima parte, purtroppo rallenta molto nella seconda e risente (ahinoi!) di una quasi totale mancanza da parte del pubblico italiano di quella cultura del musical, che porterà alcuni a considerare questo film a tratti persino noioso.
Resta però un Tim Burton solido fin nel finale, coerente con tutto quanto visto in precedenza, visionario nel suo oscuro vagare per i vicoli lerci dell'animo umano e comunque in pieno Grand Guignol, sconsigliabile agli stomaci troppo sensibili.
Johnny Depp


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di alaine

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