Per il viaggio chiedi a Di Maggio ...spunti, idee, consigli pratici ed idee utili per scegliere la destinazione giusta e viverla alla grande. Un blog di servizio che si appoggia anche all\'esperienza degli ascoltatori. Una sorta di circolo dei Viaggiatori che possa fornire informazioni particolari che non si trovano sulle guide turistiche.

Gerusalemme

Marco di Bolzano mi aveva già scritto quando avevo raccontato il mio viaggio in Israele in radio. Ecco le sue sensazioni…
“I posti che a Yerushalayim mi hanno preso la pancia si trovano all’interno della basilica del Santo Sepolcro. Entrando si vede subito la “pietra della deposizione” dove la tradizione vuole che Gesù sia stato adagiato dopo essere stato rimosso dalla croce e dove le donne l’abbiano pulito dal sangue e unto con balsami e olii profumati poi avvolto nel sudario e infine messo nel sSepolcro. Le donne ancora oggi bagnano la pietra con profumo o acqua e la asciugano con dei canovacci o dei fazzoletti e riempiono le bottiglie che hanno vuotato con il liquido che strizzano da queste pezze rinnovando, 2000 anni dopo, il gesto delle Pie Donne. Alla destra della pietra della deposizione si sale sul “Golgota”, che significa “il cranio”. Facendo una rampa di scale si raggiunge la sommità della collina che nella basilica è un vero e proprio soppalco, dove la luce è soffusa, data da tantissime le candele. Ci si deve inginocchiare e infilarsi sotto l’altare dove una grande stella d’argento delimita il buco nel quale fu conficcata nella roccia la croce del Cristo. Per la prima volta ho realizzato che la croce era per terra, la croce era alla portata di tutti, la croce era poco più alta di una persona ed io ero lì, dove tutto è accaduto 2000 anni fa. Un viaggio in Israele ed a Gerusalemme in particolare è suggestivo: tutto fa ritornare in mente quello che sappiamo sui luoghi santi, sono emozioni e sorprese continue nel vedere i luoghi, i posti dei vari episodi citati nel Nuovo (e Vecchio) Testamento. La Fede dà marcia in più? Io ce l’avevo. Marco

da qui si tocca la roccia dove poggiava la croce

29 October 2006 ~ 138 Commenti

 

Cuba

Marta mi ha scritto la sua impressione sulla Isla Grande:
Cuba è magica. i palazzi decadenti dell’Habana contrastano con le
onde impazzite del Malecon… le persone stanno sedute sul muro che separa la strada dall’oceano e prendono le sue onde, senza spostarsi, quell’oceano che li separa solo qualche ora da Miami..
La musica al Gato Tuerto è forte, quasi assordante, trapela nitida con il
suo ritmo cadenzato anche dai cortili di Trinidad, è la stessa delle
piantagioni di canna da zucchero di Sancti Spiritus e dei banani di Moron. Se chiudo gli occhi, posso vedere il mare di Playa Pilar, senza sbavature. In ogni momento, quando più ne ho bisogno. E sentire quella musica. Sempre.

il Malecon al tramonto

27 October 2006 ~ 0 Commenti

 

Grenadine

Annalisa ha viaggiato in barca a vela tra le isole Grenadine questa estate. Esperienza magnifica, dice…
“il mare era incredibile, mille sfumature di azzurro….. ci si perdeva a scrutare l’orizzonte (“A che servirebbe un nuovo orizzonte se non a farne intravedere dieci più grandi?” diceva Prezzolini), solo chi ha visto il mare dei Caraibi può comprendere! Noi eravamo in 6, abbiamo noleggiato una barca a vela di 16 mt. con lo skipper Benny, un omone caraibico che sapeva metterti a tuo agio ovunque, e per 10 giorni abbiamo girovagato per i 32 atolli delle Grenadine. Li abbiamo passati a nuotare insieme alle tartarughe, fare trekking per salire in alto e godersi il panorama, preparare i pranzi con quello che si comprava dai pescatori che si avvicinavano alla barca (c’era questo stupendo mercanteggiare, si comprava di tutto, dal pane, al tonno fresco, ai souvenir, alle magliette, ai pareo, alla frutta…… si poteva “ordinare” qualunque cosa e loro te la portavano a bordo!)
A Union vendono, su meravigliosi banchetti color pastello, delle magliette con la scritta “Sail more, work less” oppure “Sail fast, live slow” che ci hanno fatto riflettere un pò sulla nostra frenesia tutta italiana! La gente caraibica è piuttosto povera, vivono in capanne di legno colorate, hanno qualche capra e aspettano i turisti…. ma lo fanno con discrezione e dignità. Abbiamo vissuto lì la più bella vacanza della nostra vita.

spiaggia delle Grenadine

18 October 2006 ~ 0 Commenti

 

Week end d'autunno

Un ascoltatore, Andrea di Milano, ha passato quest’estate una breve vacanza a Villefranche-sur-Mer, in Costa Azzurra, con due escursioni nei dintorni, che consiglia a tutti!
“A St-Jean-Cap-Ferrat ho visitato Villa Ephrussi de Rothschild con i suoi splendidi giardini in vari stili: spagnolo, fiorentino, roccioso, giapponese, esotico, provenzale e alla francese (più un roseto). I giardini sono talmente vari da offrire fioriture un po’ in tutte le stagioni. Inoltre, essendo la proprietà collocata sulla parte più alta e centrale del Cap-Ferrat, dai giardini si godono ottime viste sia sulla rada di Villefranche che su Beaulieu. La villa in se è una piccola palazzina su tre piani al cui interno troviamo varie stanze in stile Luigi XV e Luigi XVI e una splendida scala posizionata in una sorta di torretta completamente fatta a vetrate.
Villa Kerylos a Beaulieu-sur-Mer è invece una villa in stile greco completa di tutti i lussi che gli antichi ellenici non si facevano mancare: terme, cortile interno, triclinio e varie statue.
Da quelle parti il clima è sempre mite e quindi la meta è ottima anche per un week-end nei mesi freddi”.

Villa Ephrussi de Rotschild

09 October 2006 ~ 87 Commenti

 

Hong Kong native

Michael è stato il mio contatto ad Hong Kong durante il mio soggiorno. Lui incarna il metropolitano di 34 anni (non li dimostra vero?) sempre trendy nella scelta del look, dai capelli alle scarpe. Gli ho contato almeno 4 modelli diversi di Addidas Gazelle che accostava a seconda del colore dei pantaloni. Nella sua borsa a tracolla c’è il necessaire di sopravvivenza urbana per HK: un cellulare ultima generazione nero e lucido, senza tasti, che sembrava una piastra ad induzione. Una card magnetica che si chiama Octopus ed è il passe-par-tout di Hong Kong: serve per i mezzi di trasporto sotterranei e di superficie e per piccoli acquisti stile bibite e panini. E una macchina fotografica digitale compatta talemente performante…che me ne sono comprata una anch’io! 6 megapixel con grandangolo, grossa come mezzo pacchetto di sigarette, con la quale ho scattato questa foto, per esempio…

30 September 2006 ~ 49 Commenti

 

Il Tai Chi si pratica all'alba

Groan… bhe, poi alla fine la lezione che avevo io era alle 8: un orario accettabile, soprattutto con addosso il fuso orario che mi faceva svegliare alle 4. Chiunque poteva partecipare perché fa parte di un programma, il caleidoscopio culturale della città di Hong kong…è gratis e si fa al coperto sotto l’androne del Museo di Storia di Hong Kong. Vai sulla passeggiata bellissima che costeggia Tsim Shan Tsui e vedi la gente che a gruppi fa il tai chi. Anche se la lezione è iniziata puoi sempre entrare nel gruppo. Il maestro è un signore che avrà più di 60 anni ma non li dimostra. E’ molto coreografico nel suo pigiama di seta bianca e si muove con una armonia di movimenti perfetta: lento e dolce, preciso e fermo…sembra facile!
Io devo essere stato ridicolo cercando di imitare i suoi movimenti. Perché vedevo gli altri come me intorno che erano assolutamente ridicoli nei movimenti. E’ durata un’ora e pensavo fosse una ginnastica leggera invece è piuttosto faticosa se fatta bene, portando i movimenti fino in fondo. Tutti i turisti mattinieri che camminavano sulla passeggiata, la Avenue of Stars, si fermavano a fotografarci. Dovevamo essere proprio carini: un maestro alto un metro e sessanta in raso bianco che si muoveva come un fuscello spinto dal vento…e poi noi, una ventina di occidentali soprappeso, vestiti come degli straccioni secondo le regole della moda e tutti scoordinati e buffi.

Il Tai Chi è nato per difendersi – Tai Chi Chuan significa letteralmente “suprema arte di combattimento” -Poi si è trasformato nel corso dei secoli in una forma raffinata di esercizio per la salute ed il benessere. Ma ci vuole molta costanza.

il sito del maestro di tai chi William NG

io e il Maestro

22 September 2006 ~ 0 Commenti

 

A Hong Kong ho scoperto:

sapori inenarrabili come la zuppa di pinne di pescecane. In effetti il brodo è di gallina. Nei ristoranti il piatto viene preparato davanti al cliente su un carrello dotato di bollitore. Nella pentola al brodo di gallina vengono aggiunte le pinne di pescecane, una massa fibrosa e gelatinosa, quasi trasparente. Pochi minuti di cottura e la zuppa viene servita. E portano in tavola anche la gallina che è servita per il brodo. Chissà perché, ma ho avuto la sensazione che fosse stata masticata dallo squalo. Suggestione certamente. Difficile trangugiare la zuppa (deliziosa, ma dal sapore forte) pensando che quello che stai masticando proviene dal minaccioso triangolo che segnala la presenza del pescecane. Mi assicurano che le pinne utilizzate nei ristoranti di HK provengono da allevamenti di squali e non dal “finning” selvaggio operato da pescatori poverissimi nei mari del sud est asiatico. Le pinne sono comprate da mercanti senza scrupoli a prezzi molto alti e i disperati dei mari cacciano gli squali, li mutilano e li abbandonano morenti in acqua.

le pinne di squalo galleggiano nel brodo giallo

15 September 2006 ~ 6 Commenti

 

Greetings from Hong Kong

pubblicità di profumi anni 20

HONG letteralmente significa “bastoncino d’incenso”, KONG “porto”. Ma hong è anche sinonimo di “buon odore”. Sono appena tornato dal PORTO dei PROFUMI dove la prima cosa che mi ha impressionato è la verticalità: strade parallele intersecate da ripide traverse che scendono dritte verso la baia. Così è Central, il cuore pulsante della città. Difficile immaginarlo, quasi impossibile da rendere in foto.

13 September 2006 ~ 21 Commenti

 

In viaggio

Adesso tocca a me partire! Vado dove l’Occidente incontra l’Oriente: Hong Kong. La Cina non la conosco per niente, voglio andare ad incontrare gente, vedere come vive e cosa mangia, come si diverte. Berranno tutti la birra Tsingtao ? O la fanno bere solo a noi nei ristoranti cinesi qui in Europa? Hong Kong è il punto d’osservazione ideale sulla realtà attuale cinese, sul loro modo di concepire il lavoro, gli affetti, le tradizioni. E’ passata alla Cina nel 1997 ma ha conservato uno statuto speciale che le permette di essere abbastanza indipendente dal Governo Comunista. Fino a quanto indipendente?
A qualche km di distanza dai grattacieli modernissimi di Hong Kong, alcune isole della baia ospitano ancora piccoli villaggi di pescatori immersi nel verde. E’ la rappresentazione simbolica della Cina di oggi: 400 milioni di persone vivono ai ritmi esasperati dell’Occidente e della produzione industriale. Ma altri 900 vivono nelle campagne dell’immenso paese seguendo i ritmi ancestrali della natura e dei raccolti. E’ uno scontro tra palmari e tridenti. Due realtà parallele. Prima o poi le rotte si intersecheranno e i due Mondi entreranno in collisione. Appena torno vi racconto le mie impressioni. Tenetemi caldo il blog!

La baia di HK dal Victoria Peak

03 September 2006 ~ 46 Commenti

 

Patrimonio dell'Umanità

Esistono luoghi così importanti dal punto di vista storico e architettonico da essere un patrimonio comune per tutta l’Umanità.
Il Taj Mahal è anche un po’ mio, nonostante sia in India. Petra la divido con i beduini che affittano i cavalli per visitarla. E mi sento proprietario anche delle vie di Trinidad, la città coloniale nel centro di Cuba, e dei guerrieri in terracotta di Xian, in Cina.
Come Essere Umano sento di avere dei diritti nei confronti di posti così belli e carichi di storia. Ma capisco di avere anche dei doveri. Primo fra tutti quello di difendere questo Patrimonio Comune non lasciando che vada in rovina o peggio che distruggano la magia del luogo, per esempio costruendoci a fianco un centro commerciale. Stava succedendo in India, presso il complesso monumentale di Hampi. Ma anche a Colonia dove la cattedrale era minacciata da progetti di grattacieli tutt’intorno. Avete un’idea di quanti siano i siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità? Sono esattamente 830 in 138 nazioni. Scorrendo la lista devo dire che ne ho visti parecchi. In VietNam 4 su 5. in Mexico 5 su 25. In Zambia l’unico che hanno, le Victoria Falls. Non riuscirò a vederli tutti e 830, ma con un po’ di impegno potrei riuscire a vedere tutti quelli italiani, no? Ne ho 15 al mio attivo su 41. Naturalmente la lista italiana è quella più lunga. Ho ancora molto da viaggiare per il nostro paese. Mi sono perso i Sassi di Matera (nella foto), la Val di Noto del Barocco siciliano, i templi di Agrigento, l’Ultima Cena di Leonardo …
E voi come siete messi? Quanti ne avete visti, in Italia e nel Mondo? Se volete vedere la lista c’è il sito dell’UNESCO francese che è spettacolare! Hanno una mappa del mondo interattiva che si può ingrandire per avere poi un’immagine e una descrizione esplicativa.

cliccate qui
e buon viaggio!

i Sassi di Matera

31 August 2006 ~ 114 Commenti