Per il viaggio chiedi a Di Maggio ...spunti, idee, consigli pratici ed idee utili per scegliere la destinazione giusta e viverla alla grande. Un blog di servizio che si appoggia anche all\'esperienza degli ascoltatori. Una sorta di circolo dei Viaggiatori che possa fornire informazioni particolari che non si trovano sulle guide turistiche.

Archivio | Monti

30 June 2009 ~ 0 Commenti

Ameno Blues festival sul Lago d'Orta

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14 September 2008 ~ 0 Commenti

Gorillas

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14 January 2008 ~ 1 Commento

Montagna: nuove tendenze

Il trend per quanto riguarda le vacanze in montagna è scappare dalle piste affollate e andare non a sciare ma a camminare in mezzo ai boschi innevati con le ciaspole ai piedi, oppure farsi portare da slitte trainate da cavalli o imparare a scendere in slittino, sport nel quale noi italiani andiamo alla grande, a giudicare dai risultati sportivi.
Per camminare in silenzio nella neve fresca e raggiungere luoghi defilati ci sono dei posti lontani dalla folla delle località più conosciute e più mondane.

Per esempio la Valle Aurina in Alto Adige, è perfetta da esplorare con le racchette da neve. Si può fare anche a cavallo nella neve: equitrekking con pernottamento in baita.
Ma anche in Valle d’Aosta ci sono dei posticini ideali per chi vuole l’alternativa alle piste da sci piene di gente. Nus è un paesino di 2.600 abitanti a una dozzina di chilometri da Aosta

dove c’è un agriturismo molto carino in pieno centro dove si mangia la polenta con fonduta e la carne al ginepro cotta nel forno a legnaSaint-Barthélemy, dove c’è un osservatorio astronomico dal quale si può scrutare il cielo anche in pieno giorno grazie a piccoli telescopi e ad una postazione attrezzata per osservare il sole.
A Saint-Barthélemy c’è una pista per racchette molto curata, che parte dal parcheggio dove si lasciano le macchine e poi si prosegue attraverso il bosco arrivando fino ad un alpeggio. La pista si può percorrere anche di notte, al chiarore della luna piena. E’ una bella sensazione quella di respirare aria gelata e incontaminata e sentire scricchiolare la neve sotto le racchette nel silenzio ovattato dei boschi. Molto diverso da scivolare velocissimi sulle piste tentando di scansare gli altri sciatori.

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18 November 2007 ~ 0 Commenti

Una giornata alle terme

Valentina e Giovanni mi hanno segnalato un’idea per un week end non troppo lontano, a un paio d’ore di autostrada da Milano. Usiamo Milano come riferimento per la sua posizione centrale. Allora, quasi in fondo alla Valle d’Aosta, prima dell’ultima salita per arrivare proprio ai piedi del Monte Bianco, c’è un paesino che si chiama Pré-Saint-Didier. Lì a lato del paese c’è un Orrido, cioè una gola strettissima e impressionante. Il torrente Verney entra in questa spaccatura della montagna con un rombo fortissimo e scende fino a confluire con la Dora Baltea. Da una grotta sotterranea esce un’acqua calda e ferruginosa che va a mischiarsi con quella del torrente. Già dal tempo dei Romani quella sorgente calda a 37° è famosa per le sue qualità perché cura i reumatismi e non solo. Nell’800 c’era uno stabilimento termale con tanto di Casinò a Pré-Saint-Didier poi chiuso e lasciato in decadenza.

Da qualche anno le terme sono state riaperte e Valentina e Giovanni mi dicevano che sono molto gradevoli perché non è il solito ambiente di lusso dove tutto va prenotato. Sono terme stile quelle degli Antichi Romani, dove cioè possono entrare tutti, il biglietto costa abbastanza poco. E’ come andare in una piscina pubblica e ti danno compreso nel prezzo di ingresso tutto il necessario…tranne il costume da bagno. Solo i trattamenti e i massaggi si pagano a parte, ma l’accesso è libero per sauna e bagno turco e per le varie vasche con i tipi di idromassaggio, comprese le vasche con le cascate che ti massaggiano. E poi ci sono molte salette a disposizione per rilassarsi dopo essere stati a mollo nell’acqua o nel vapore.

Il massimo sono le piscine di acqua calda all’aperto. Di notte sono illuminate con le fiaccole. E sono una magia anche di giorno, quando intorno c’è la neve. C’è un passaggio dalla piscina centrale coperta per arrivare all’esterno e ti ritrovi immerso nell’acqua fumante a 37° e davanti hai il massiccio del Monte Bianco e le montagne intorno coperte di abeti. Deve essere bellissima come esperienza.
Le terme di Pré-Saint-Didier: www.termedipre.it

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01 November 2007 ~ 0 Commenti

Cascade Loop

Marco è italiano ma lavora a Seattle. Sì, proprio da Bill, nella tecnologia più assoluta. Vive nel campus Microsoft ma ogni tanto smette di occuparsi di tecnologia e se ne va un po’ in giro.
Ecco il racconto del suo tour

Di recente ho percorso il Cascade Loop che è considerato uno degli itinerari autostradali più spettacolari degli Stati Uniti. Le Cascade sono le montagne a Nord di Seattle; il giro inizia con un progressiva elevazione che regala delle viste alpine simili alle nostre, ma con prati ricoperti di colori vari (rossi, viola, gialli). La prima tappa è Steven Pass, discreta località sciistica a circa 1800 metri di altezza.

La tappa successiva è Leavenworth, paesino finto-tedesco. A est di Leavenworth si arriva a Wanatchee dove inizia una specie di deserto. La natura cambia profondamente e le infinite distese verdi, lasciano lo spazio ad aride distese di pietre costellate da cactus. La seconda parte del loop è meno interessante, anche se si passa attraverso qualche vecchio paesino da FarWest rimasto intatto e si attraversa un National Park.

Mi ha particolarmente colpito un posto chiamato El Diablo, un lago artificiale che si estende per diverse miglia. La forma del lago ricorda i percorsi che il latte segue quando viene versato su un cumulo di farina, fino a formare un laghetto. Il colore dell’acqua è un misto tra il verde e il latte, assolutamente unico.
Se vi interessa, tutto il viaggio è documentato da foto sul mio sito: http://cuginastri.spaces.live.com/photos/cns!C992DFB80F4B6F85!1918/

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17 February 2007 ~ 2 Commenti

SKI DUBAI

Sergio ci ascoltava stamattina mentre io e Ciccarone perlavamo della pista da sci a Dubai. Lui ci è stato quest’estate! Ecco il suo racconto e qualche foto.

dall'esterno

Quello che e’ assolutamente folle e’ l’idea stessa di realizzare una cosa del genere. Fuori ci sono quei bei quarantasei gradi all’ombra…dentro la neve. Fuori centinaia di chilometri di sabbia infuocata, dentro due gradi sottozero.
Ti metti in coda e la signorina, gentilissima, ti chiede, con assoluta naturalezza, se sei uno sciatore “experienced”….(mi piacerebbe sapere la percentuale dei “locali” che le risponde di si’)… paghi poco piu’ di trenta euro e via, sulle piste… pardon sulla pista. Naturalmente l’abbigliamento e l’attrezzatura sono inclusi nel prezzo. Tuta, scarponi, sci, bastoni..mancano solo i guanti ed il cappello, ma guarda caso a fianco della cassa c’e’ un negozio di articoli sportivi per sciatori (credo che sia l’unico di tutto il Medio Oriente), specializzato proprio in guanti e cappelli da sci. Una volta dentro, la prima cosa che ti colpisce sono le dimensioni del “tubone”: e’ enorme, vedi gli omini lassu’ in alto che serpeggiano sulla pista e ti rendi veramente conto di quanto sia grande il giocattolone. La seconda cosa che ti colpisce e’ la temperatura, dopo tanti giorni di caldo intenso e’ una sensazione piacevole sentire l’aria frizzante e fresca…e ti ricordi di come si sta, nei paesi “normali”, d’inverno.

la seggiovia

L’impianto di risalita e’ una bella seggiovia a quattro posti, con due possibilita’ di discesa in base alla lunghezza ed al grado di difficolta’ che si vogliono affrontare. Alla prima “fermata” c’e’ anche un bello chalet per il ristoro, l’Avalanche Cafe’, perfetta scimmiottatura di una baita alpina… anche se non credo sia possibile ordinare una grappa per tirarsi un po’ su…ma non si sa mai, in un posto del genere la parola “impossibile” perde molto del suo normale significato.
La neve e’ buona e le dimensioni della pista permettono di divertirsi. Fa un po’ impressione questa cosa del cielo, che e’ sempre fisso, senza variazioni di luminosita’, per non parlare degli alberi finti che guarniscono il paesaggio “alpino”.
Dopo qualche discesa inizia a sembrarti normale quello che vedi li’ intorno, fino a quando non pensi a cosa sta al di la’ del guscio frigorifero in cui ti trovi. Pensi al caldo soffocante che sta la’ fuori e, improvvisamente, ti senti un po’ felice che qualche pazzo abbia pensato ad un giocattolo del genere, perche’ ti fa sentire un po’ piu’ a casa.
Coda per la seggiovia non se ne fa quasi, anche perche’ di gente non ce n’e’ tanta. I pochi sciatori sono per lo piu’ occidentali ed inizio a credere che i locali piu’ che per sciare vengano per “toccare la neve”, il che non e’ una cosa banale per un bambino degli Emirati… dove diavolo lo usi lo slittino? E il pupazzo di neve? Non ne ho visti in giro, quindi credo che sia vietato utilizzare il “prezioso elemento” per scopi diversi dallo scivolarci sopra.
Le due ore del biglietto passano rapide, complice anche il tornello di accesso alla seggiovia che, ad ogni passaggio, ti dice quanti minuti mancano alla fine dell’avventura. L’ultima discesa te la gusti proprio tutta, e quando ricapitera’ un’occasione del genere? Ultime curve, ultima “frenata”, ultimo sguardo al panorama posticcio e via, a restituire il “costume” da sciatore, pronti a tornare al caldo mondo esterno, quello vero. Incroci in corridoio quelli che entrano e ti chiedi: …. poi ti ricordi che qui non c’e’ luogo e non c’e’ tempo, il sole e’ sempre acceso, la neve sempre buona, il sogno sempre aperto…dalle 10 alle 22.

la pista di Dubai dall'alto

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