Per il viaggio chiedi a Di Maggio ...spunti, idee, consigli pratici ed idee utili per scegliere la destinazione giusta e viverla alla grande. Un blog di servizio che si appoggia anche all\'esperienza degli ascoltatori. Una sorta di circolo dei Viaggiatori che possa fornire informazioni particolari che non si trovano sulle guide turistiche.

Archivio | Arte&Cultura

26 January 2008 ~ 0 Commenti

Santa Devota

C’è una chiesetta che dà il nome ad una delle curve più celebri del Gran Premio di Monaco di F1. E’ stata costruita in un vallone, protetta da pareti di roccia scoscese. Oggi le passa sopra un viadotto e alle spalle ha la vetrata della stazione sotterranea.
La storia di Devota risale al IV secolo, al tempo delle persecuzioni di Diocleziano contro i cristiani. Devota fu catturata in Corsica dai Romani e torturata. Dopo la sua morte i cristiani ne trafugarono il corpo e lo misero su una barca in partenza per l’Africa, per poterle dare una sepoltura cristiana. Ma una tempesta tremenda deviò la rotta della barca.

Dal corpo di Santa Devota allora uscì una colomba che guidò i marinai sino all’approdo sicuro del porto di Monaco. E lì venne costruita una cappella per conservare le reliquie della Santa. Qualche anno dopo un malfattore le rubò per poterle rivendere. Fuggì con le reliquie sulla sua barca, ma i pescatori di Monaco lo inseguirono sul mare e recuperarono il corpo di Santa Devota. E per punire il delinquente gli bruciarono la barca.

Ed è per questo che ogni 26 gennaio alle 19.45, davanti alla chiesetta di Santa Devota,la Famiglia Grimaldi accende il falò che brucerà una piccola barca da pesca, sacrificata per l’occasione. E subito dopo partono i fuochi di artificio sul porto…

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20 January 2008 ~ 0 Commenti

Andiamo a Berlino, zio!

Una capitale che mi piacerebbe visitare e della quale mi parlano tutti benissimo è Berlino. Una città non cara, dove gli affitti sono convenienti e dove si mangia a dei prezzi ragionevoli. E dove c’è un bel movimento a livello culturale. Ho letto su Dove che l’ultima trovata di Berlino in calendario per sabato prossimo, il 26 gennaio, è l’apertura dalle 18 alle 2 del mattino di 60 musei, istituzioni culturali e spazi d’arte, con una miriade di eventi di contorno. Quella sì che è una notte bianca della cultura! Con un biglietto unico che costa 12 euro, si potranno seguire le visite guidate nei musei, e anche assistere a concerti, letture, proiezioni, performance, video installazioni, messi a punto per l’occasione. Nel biglietto a 12 euro è compreso il servizio di navette per spostarsi da un museo all’altro. Ne fanno due all’anno di queste Lange Nacht der Museen, l’altra è ad agosto.
http://www.lange-nacht-der-museen.de/

Finito il giro per i musei e gli spazi d’arte alle due del mattino dove si va a Berlino? Mi hanno parlato di un locale panoramico con immense vetrate su tre lati che si chiama WEEK END, al dodicesimo piano di un palazzo, con vista spettacolare sulla torre tv di Alexanderplatz. Un posto molto trendy, tutto in nero che ha anche vinto un premio d’architettura e design. http://www.week-end-berlin.de/
Poi c’è il SOLAR in Stresemannstrasse 76, che è ancora più in alto: 16° piano, e si sale con un ascensore esterno da paura, se si soffre di vertigini.

Solar ha un lounge bar con grandi divani, illuminato solo da candele, atmosfera di classe, con una vista pazzesca su tutta la città e al piano di sopra, il 17°, c’è il ristorante.
http://www.solarberlin.com/

E per alloggiare a Berlino c’è un hotel più che originale: costa a partire da 79 euro la stanza, si chiama Propeller Island City Lodge, ha 31 camere nate dalla fantasia dell’artista tedesco Lars Stroschen. Una è capovolta con il letto sospeso sul soffitto, un’altra è interamente rivestita di specchi, un’altra ancora è il rifacimento di una cella di prigione. Altra particolarità: l’albergo non ha una vera e propria reception, ma un ufficio aperto solo dalle 8 alle 12. Le camere si prenotano direttamente sul sito http://www.propeller-island.com

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19 January 2008 ~ 0 Commenti

32° Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo

C’erano gli elefanti sul mare oggi pomeriggio! E anche otarie e cavalli ammaestrati. Il circo è arrivato in città! Sul porto di Monaco è stata allestita una pista che ha ospitato uno show open-air gratuito. Il circo porta sempre allegria, con la musica dell’orchestra, le divise dei domatori, le urla di meraviglia dei bambini … Il Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo è partito nel 1974 grazie a SAS il Principe Ranieri III, che era un appassionato di arte circense, ed è diventata la manifestazione più importante e più prestigiosa del mondo, praticamente l’Oscar del Circo.

Il Festival andrà avanti fino a domenica 27 febbraio. Da ieri sono cominciati gli spettacoli di selezione con 32 numeri provenienti da tutto il mondo con i migliori artisti perché vincere un Clown d’oro significa farsi notare da tutti i professionisti del settore e questo fa bene per gli ingaggi: alza le quotazioni. Sono 150 gli artisti che partecipano quest’anno. C’è una giuria internazionale che assiste a tutti i numeri e decide a chi assegnare i Clowns d’oro, d’argento e di bronzo, che verranno consegnati nel corso della serata di gala di martedì prossimo, 22 gennaio. Se volete un consiglio, gli shows da non perdere sono quelli dei vincitori. Cioè da mercoledì 23 febbraio tutti i vincitori dei premi si esibiscono nelle stesse serate fino al pomeriggio di domenica 27
In questa maniera si possono vedere i numeri di circo che attualmente sono i migliori del mondo tutti insieme! Se volete delle informazioni più precise: http://www.montecarlofestival.mc/index.html

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12 January 2008 ~ 0 Commenti

MC Travel Market

Alla Fiera dei Sogni, dal 11 al 13 gennaio al Grimaldi Forum, l’ospite d’onore quest’anno era il Marocco. C’era una bella tenda sotto la quale veniva servito il tradizionale thè alla menta, era presente uno stand dove i giovani designers marocchini di Dar en Art esponevano i loro lavori tra antico e futuristico e c’era anche uno spazio dedicato ad una cooperativa di donne che produce l’olio di argan. Un olio pregiatissimo oggi molto utilizzato in cosmetica, ma usato da sempre anche come medicinale e per cucinare. L’argan è un albero endemico del sud del Marocco, ha l’aspetto contorto di un ginepro, può vivere fino a 200 anni e resiste alla siccità per lunghissimi periodi. I suoi frutti contengono un seme che all’interno contiene delle specie di mandorle. Sono queste che pressate danno l’olio così ricercato dalle grandi marche della cosmetica. Gli alberi di argan piacciono molto anche alle capre e nonostante siano protetti da spine, le caprette marocchine si arrampicano anche sui rami più sottili pur di brucare le foglioline tenere e gustose dell’arganier. Le foto che si scattano hanno dell’incredibile! Capre sugli alberi, come asini che volano! La realtà è molto più cruda: l’argan è in estinzione a causa della desertificazione progressiva e del troppo sfruttamento a fini commerciali.
Attenzione a comprarne: qualche volta nei suk delle località turistiche quello che viene spacciato come “huil d’Argan” a 150 dirham la bottiglietta (circa 15 Euro) è semplice olio di girasole.

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26 December 2007 ~ 1 Commento

San Francisco tiger attack!

A San Francisco una tigre siberiana è evasa dall’open-space in cui era prigioniera e ha ferito diverse persone, uccidendo un ragazzo di 23 anni prima di essere abbattuta da agenti di polizia.
Guardate che forza della natura è una tigre infuriata.
Questo video è stato girato nel Parco Nazionale di Kaziranga, sulle rive del fiume Bramaputra, nel nord-est dell’India, e ha fatto il giro del mondo. Il mattino del 19 maggio del 2004 un gruppo di ranger su elefanti stava tentando di colpire con dardi anestetizzanti una grossa tigre femmina. La belva, che si intravvede tra il riso alto, invece di fuggire li attacca perchè probabilmente ha uno o più cuccioli nascosti nelle vicinanze. Osservate a che velocità si avvicina: con un balzo arriva all’altezza dell’elefante cavalcato da Satya Pegu e da altre due persone, tra cui una armata di fucile a dardi soporifici. Il mahoud, un ragazzo di 25 anni che si vede nelle immagini mentre tenta di colpire la tigre con una canna di bambù, ha perso 3 dita della mano sinistra. Nessun danno per l’elefante Joymala

A San Francisco lo zoo era già stato diffidato per la pericolosità dell’open-space destinato alle tigri, giudicato poco sicuro: un fossato di 5 metri divide le fiere dal pubblico e alle spalle un muro di 6 metri circonda il resto dello spazio. Si evitano le gabbie strette e alienanti, ma le alternative non sono abbastanza sicure perchè si sottovaluta la pericolosità di un’animale selvaggio. Si vogliono zoo come spazi aperti, solo fossati e alti muri coperti di siepi per dare l’illusione che l’animale sia libero. Perchè esiste il mito dell’animale buono alimentato dai cartoni animati. Una belva feroce è e deve restare una belva della quale avere paura e soprattutto rispetto.

Va fatto capire ai bambini che gli animali antropoformizzati esistono solo nei film, e che gli animali veri uccidono per mangiare e per difendersi. Le belve pericolose quindi devono stare o in gabbia oppure liberi, ma nel loro habitat, a casa loro! E io voto per la seconda soluzione. Oggi con i documentari i bambini possono vedere e conoscere gli animali in TV. E poi se volete fare loro un regalo grande, portateli a vedere gli animali nella savana. Un viaggio in Sudafrica, o in Kenya è il regalo più bello che si può fare perchè attraverso il viaggio si impara moltissimo e ci si forma una coscienza…Purtoppo non si ha tutti la possibilità finanziaria di fare un viaggio del genere, ma risparmiando su cose diseducative ed inutili magari il budget per una vacanza-safari salta fuori…

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21 December 2007 ~ 1 Commento

Esperienze 1

Qualche sera fa mi sono trovato sul palco di un teatro di Monte Carlo. Avevo accettato l’invito di Andrea Drovandi, un amico che ha organizzato un concerto tutto da solo: ha fatto venire due musicisti, affittato la sala, creato la scaletta, scritto il copione, fatto venire il pianoforte Steinway a coda e l’accordatore. Un vero mecenate, che ha invitato tutti i suoi amici amanti della musica classica per una serata di auguri natalizi. Invece della solita cena, del solito Natalino, un concerto con al pianoforte il Maestro Giorgio Sini e al violino il virtuoso Enzo Ligresti. Mi sono ritrovato sul palco a meno di 2 metri dai musicisti, a leggere alcune lettere di Ludwig van Beethoven. Non ero mai stato così vicino a qualcuno impegnato in un’esecuzione classica e non immaginavo tutta la fisicità che implica! Abituato all’energia e ai movimenti del rock pensavo che la Classica fosse un’arte statica. E mentre le note immortali inondavano il teatro io osservavo i dettagli: il frac che indossavano, fatto evidentemente su misura per permettere alle braccia di muoversi agevolmente, la camicia candida con lo sparato e la cravatta bianca annodata (cravatta nera nel dress code significa smoking, bianca vuol dire frac). Non immaginavo che suonare Beethoven generasse uno sforzo simile. Vedevo le gocce di sudore, osservavo i crini di cavallo dell’archetto del violinista che si spezzavano, notavo il modo del pianista di fare un’orecchia alla pagina dello spartito in modo da girarla velocemente e a colpo sicuro. Sono rimasto incantato ad osservare: ero nel cuore della musica, il suono mi faceva vibrare, sentivo i colpi di piede al pedale del piano, e osservavo le scarpe di vernice di Enzo mentre roteava su se stesso seguendo il movimento del suo violino. Alla fine hanno ricevuto degli applausi entusiastici, vibranti, scanditi ad un certo punto. Deve essere bello ricevere un tributo così. Oggi la gente abituata alla TV non ha l’abitudine di applaudire, perché li sente già registrati e non ha l’impulso di partecipare. Ma gli amanti della Classica sono altra cosa, sono in grado di conoscere a memoria le opere eseguite e di zittire chi comincia ad applaudire perché crede che l’esecuzione sia terminata. Sono stato molto contento della mia esperienza “colta”, affrontata con Julie, una ragazza che studia teatro e che ha letto in francese, e Nathalie, la lettrice in spagnolo. Abbiamo fatto la nostra parte nel creare un’atmosfera e far capire come un genio immenso come Beethoven fosse sempre solo, sempre più sordo e sempre sfortunato in amore.

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09 December 2007 ~ 0 Commenti

Week end a Casale Monferrato

La città è molto antica e offre tantissime attrattive artistiche.
Si parte dal Duomo, che quest’anno festeggia il suo 900-esimo compleanno. E’ un bellissimo edificio romanico, edificato nel periodo longobardo. All’interno si possono vedere un favoloso crocifisso e diversi bellissimi mosaici rappresentanti cavalieri medioevali che vennero scoperti durante i lavori di restauro nell’800 vicino alla balaustra dell’altare maggiore.

A Casale ci sono poi tantissimi altri monumenti notevoli, soprattutto i palazzi barocchi, che si possono vedere camminando a piedi senza problemi per le strade di questa cittadina, piccola e tranquilla. Per gli appassionati d’arte, c’è da visitare la sinagoga, una delle più belle e ricche d’italia, con annesso museo degli argenti, poi il museo civico e la gipsoteca “Bistolfi”, dal nome di uno scultore nato a Casale. Poi bisogna assolutamente andare ad assaggiare i veri KRUMIRI di Casale! Quelli che fanno in una bottega vicino al duomo, che si sente dalla strada se li stanno cuocendo! Vi guida il profumo…

I biscotti vuole la leggenda che siano nati per caso, inventati dal pasticcere Domenico Rossi che passava le sue serate con gli amici bevendo il liquore di moda all’epoca, il Krumiro. La data ufficiale di nascita di questi biscotti, che sono curvati come i baffi a manubrio del Re Vittorio Emanuele II, è il 1878…è l’anno in cui sono apparse le prime pubblicità dei Krumiri, che poi hanno vinto medaglie e riconoscimenti vari. Prima di ripartire da Casale Monferrato si può prendere un caffè in piazza Mazzini, e farsi una passeggiatina sotto i portici di via Roma.

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01 December 2007 ~ 0 Commenti

Asse del futuro

Bruno è un giovane imprenditore che viaggia molto per lavoro. E’ venuto a trovarci durante Buenas Noches, portando in un immenso borsone l’ultimo gadget che ha comprato in Giappone: un asse da WC spaziale. Bruno (nella foto con il nostro Marco Ferri, lui è quello a destra) dice che nel paese del Sol Levante il 70% delle abitazioni private e la totalità delle stanze di hotel sono equipaggiati di WC con sedili elettronici la cui temperatura è regolabile. Inoltre hanno una cannuccia che esce automaticamente e che indirizza un getto singolo o doppio, nel caso si scelga l’opzione femminile.

Dopo la pulizia un soffio di aria calda asciuga le parti intime. Tutte le operazioni sono accompagnate da una musichetta a scelta e ovviamente temperatura dell’acqua e dell’aria sono regolabili a piacere attraverso una pulsantiera che sembra il cruscotto di una nave spaziale. Bruno ha raccontato di essersi divertito con gli amici a sperimentare ogni funzione, anche la più strana, andando a caso: le istruzioni erano in ideogrammi giapponesi.

Si è così divertito che ha ordinato un asse adatto alle dimensioni dei WC europei e che gli è costato circa 500 euro. Non è ancora riuscito a farselo montare in casa perché non riesce a trovare un idraulico disponibile a fare un lavoro così astruso. Quando l’asse sarà funzionante e collaudato ha promesso di invitarci a provarlo. Organizzerà un WC party durante il quale ognuno avrà diritto ad una prova completa.

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26 November 2007 ~ 0 Commenti

Zeudi Araya

Il nome Zeudi significa “corona imperiale”. Giovedì sera ero concentrato su un minuscolo piattino di risotto nella sala Atlantique del Hotel Meridien. Si stava svolgendo il buffet di dopo proiezione. Nell’ambito del MC FilmFest de la Commedie vevo appena visto il film di Robert Davi “The Dukes” e mi stavo domandando perché le porzioni dovevano esser così ridotte a causa delle dimensioni dei piattini. Forse volevano che le persone si alzassero più spesso per andarsi a servire, aumentando così la confusione? Al gran tavolo rotondo nel quale mi ero seduto vedo avvicinarsi una signora. Ha le treccine e un volto regale. Porta una maglietta nera con l’effige di James Dean. Realizzo che è Zeudi Araya e stupidamente chiedo: “Ma lei signora è Zeudi Araya?” E lei risponde di si, ovviamente. Sono rimasto inebetito. Quello era uno dei corpi che ho desiderato di più nella mia adolescenza. L’ho sognata nuda e scatenata su di me, l’ho immaginata in mille situazioni diverse. Era, ed è, di una bellezza sconvolgente, un volto fotogenico e perfetto, dal quale non potresti staccare gli occhi. Di una sensualità naturale, con quelle labbra invitanti e gonfie perché così le ha fatte Madre Natura e non un chirurgo con le punture. Insomma mi sono emozionato davanti ad uno dei miei miti adolescenziali, responsabile dei miei turbamenti notturni. Ed è un edulcorato eufemismo.

Zeudi Araya, figlia di un medico e nipote di un diplomatico, è nata all’Asmara, ha studiato e poi è venuta in vacanza in Italia. Una tale bellezza esotica non è passata inosservata in giro per Roma: le hanno fatto girare una pubblicità sul caffè e il regista Scattini l’ha notata e le ha fatto interpretare il film “La ragazza dalla pelle di luna”. Meravigliosa creatura. E io dopo 30 anni le sono stato accanto per una sera.

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23 November 2007 ~ 0 Commenti

Serena Autieri

Ho incontrato Serena Autieri, la giovane attrice napoletana che ha recitato nel film “La notte prima degli esami-Oggi”. Serena, oltre che al talento e alla bellezza, deve la sua popolarità anche alla soap opera “Un posto al sole”, alla partecipazione ad un Festival di Sanremo e perché no? Anche alla pubblicità dei Mon Cheri Ferrero.

Mi ricordo che nel 2003 avevamo condotto una serata insieme in un locale di Torino. Era una serata di festa, per una celebre birra, c’era un sacco di allegria nell’aria. Ci eravamo davvero divertiti. Rivederla oggi, attrice affermata, sotto i flash dei fotografi, membro della giuria del 7° Monte-Carlo Festival de la Commedie, mi fa un certo effetto. Sembra più magra, bella di una bellezza algida ed inarrivabile.

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