Non c’è parità di sesso nel golf inglese
I club di golf e le altre associazioni private britanniche che ancor oggi trattano le donne come soci di seconda classe hanno, con tutta probabilità, le ore contate. Grazie a una nuova legge contro la discriminazione, d’ora in poi diventerà illegale limitare l’accesso delle donne al bar o impedire loro di giocare, per esempio, nelle ore di punta del fine settimana. Inoltre, quei club che finora si erano ostinati a negare alle socie la possibilità di assumere cariche interne dovranno far posto alle donne in consiglio di amministrazione.
Rimarranno pur sempre intatti i bastioni dei club tutti maschili (così come, peraltro, quelli tutti femminili), purché non discriminino tra maschi e femmine nelle occasioni in cui siano invitati ospiti di entrambi i sessi.

Finora molti club privati misti hanno potuto continuare a negare alle donne i pieni diritti in quanto i giudici ritengono che la legislazione
Va anche detto che, sul campo, nelle partite di golf, valgono ancora regole diverse: il tracciato delle 18 buche nei campi ha distanze differenti per uomini e donne. Le giocatrici, normalmente meno potenti, in ogni buca hanno piazzole di partenza (i tee) avanzate del 10-15 per cento circa rispetto a quelle degli uomini e quindi più vicine al green. Bisognerà vedere se gli avanzamenti nella parità tra i sessi porteranno sostanziali modifiche anche a queste regole dettate dalla biologia.





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